casino-di-veneziaI Casinò in Italia sono in netta crisi, il Casinò di Venezia dal 2009 al 2013 ha visto diminuire le sue entrate di oltre 55 milioni di euro l’anno dovuti appunto alla netta crisi che il settore stà subendo.
Oltre questo bisogna sommare anche altri 9,5 milioni di euro di perdita annui dovuti all’attuale gestione.
La crisi del settore incide per il 33% sul mercato ed il Casinò di Venezia ha un’ulteriore 3% in più di perdite dovute alla perdita di quote di mercato nei confronti delle altre case da gioco presenti sul nostro territorio.
E’ palese che la casa da gioco somatizza in maniera negativa la totale assenza di un piano industriale concreto per non parlare della scarsa scaltrezza degli attuali manager che la gestiscono.
Il consigliere comunale del PD Jacopo Molina ha attaccato duramente il direttore generale del Casinò di Venezia Vittorio Ravà attraverso un intervento e la spiegazione di una accurata tabella che documenta appunto le perdite della casa da gioco veneta. Senza contare il continuo aumento dei casino online nella rete, consultabili sul sito www.casinoitalianionline.net
Il consigliere insiste sull’esigenza di avviare una approfondita inchiesta per cercare di individuare le responsabilità di tutto il settore management provvedendo a nuove nomine per tutto il gruppo gestionale.
Il consigliere si è espresso in maniera negativa anche su una eventuale nuova gara per la cessione della gestione e proprio su quest’ultimo argomento Molina ha dichiarato quanto segue:
“Dobbiamo investire sul Casinò, non servono investimenti faraonici ed esistono progetti già approvati di ampliamento degli spazi e dell’offerta di intrattenimento che sono stati accantonati a favore del pessimo tentativo di privatizzazione.
Ricordo che, in forza della attuale convenzione, approvata nel 2012, è previsto che il Casinò versi al Comune circa 27 milioni di euro annui.
Il bando di gara della privatizzazione prevedeva un riconoscimento al Comune di Venezia di 500 milioni in 30 anni; pertanto, 16,6 milioni annui sono stati ritenuti dai possibili soggetti interessati una cifra fuori mercato.
Ne consegue che quello che oggi la casa da gioco dà al Comune è una cifra ragguardevole rispetto alle condizioni attuali del mercato e privarsene sarebbe un grave danno per la città.”

Il direttore generale non è stato zitto agli attacchi del Consigliere spiegando le varie quote di mercato sotto la sua gestione.
Ravà ha dichiarato che la quota di mercato è significativa per i giochi come lo “Chemin de Fer” che lo vede in crescita del 55%, per quanto riguarda le slot machine i giocatori si recano ovviamente nei Casinò più vicini a loro.
Poi ha ricordato che il suo Casinò è l’unico che cede al comune il 25% dei suoi incassi quando saint Vincent paga il 10%, sanremo il 12%, per non parlare di Campione la cui percentuale è ancora più bassa.Il rischio è quello di veder sfuggire la maggior parte dei giocatori come sta accadendo per il poker online che registra un netto calo delle presenze ed iscrizioni a favore delle slot machine vlt.